sleeping town

The project analyzes the concept of non-place. Considering the definition provided by the French anthropologist Marc Augé in 1992 as a starting point, the concept is applied to the contemporary landscape, recognizing in particular the seaside town of Bibione, in the province of Venice, as the appropriate area of research for this investigation. Bibione is considered in the sense of large non-place as a place of transition, frequenting by masses in the summer season while suspended and empty during the winter months, to the point of assuming the aspect of a ghost town. The work highlights some of the features identified by Augé about these particular spaces, as their standardization and uniformity, their anonymity, their being untied from the context they physically occupy and their nature of a not-truly-lived environment: these places are seen just temporarily, without a real awareness. What emerges is that Bibione is not abandoned, but rather it is a sleeping town, in hibernation. 

Il punto di partenza di questa ricerca è stato il concetto di nonluogo teorizzato da Marc Augè e la volontà di verificare se la sua definizione fosse applicabile al paesaggio contemporaneo.
La città balneare di Bibione, in provincia di Venezia, è stata individuata come il territorio di ricerca adeguato per tale indagine, in quanto si è rivelata essere una sorta di grande nonluogo, frequentato in massa nella stagione estiva e invece sospeso e svuotato nel periodo invernale, al punto da assumere le sembianze di una città fantasma. Sono state riscontrate molte similitudini con le caratteristiche identificate da Augè riguardo a questi particolari spazi: la loro standardizzazione e omologazione, il loro carattere non-identitario e anonimo, l’essere slegati dal contesto in cui si inseriscono e il loro carattere di luogo di passaggio, frequentato e visto senza vera consapevolezza. L’abbandono che colpisce la città però non è mai brusco e non lascia i luoghi al libero e disordinato sfacelo del tempo; al contrario c’è una cura nel prepararsi ad affrontare l’inverno e le intemperie. Emerge dunque come Bibione non sia una città abbandonata, quanto una città in letargo.

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